In questi giorni la difesa d’ufficio che ho sentito per i miei attacchi alla “nuova gestione” della Lega Nord è stata molto interessante e consente di aprire un dibattito più profondo e soprattutto più tecnico. Intanto per chi non avesse seguito, quando parlo di Lega Nord “nuova gestione” intendo la recente inversione ad “U” del partito su euro ed UE.
Siamo infatti passati dal “basta euro”, che condividevo in quasi tutti i punti base, ad un più istituzionale “non siamo qui per ribaltare il tavolo, ma per ridiscutere i trattati”. L’euroexit diventa dunque una proposta provocatoria e meramente strumentale all’ottenimento del vero obiettivo del partito: nuovi accordi internazionali. Concetto specificato di recente anche dal vice segretario del partito in una conferenza e ribadito da Matteo Salvini in persona.
Questa posizione, più moderata, a dire dei difensori del partito consentirebbe alleanze più ampie (vedi Forza Italia) e prometterebbe di non spaventare l’elettore raggiungendo quella maggioranza necessaria a governare. L’osservazione è calzante e coglie nel segno. Ovvero effettivamente può essere una strategia corretta per arrivare a vincere alle prossime elezioni, di certo non posso negare questo aspetto, sarebbe disonesto sotto il profilo intellettuale.
Ma c’è un obiezione gigantesca e dirimente da fare a questa linea, che porta con se la pressoché matematica certezza di fare della Lega Nord la Syrizia italiana. In sostanza sembra che gli “esperti” del centro destra, che forse così esperti poi non sono, si siano dimenticati di quanto sarà necessario fare per uscire dall’euro e di quanto sarà indispensabile un fortissimo consenso politico per attuare quelle misure aggiuntive assolutamente indispensabili ad un exit di successo.
Mi spiego. Immaginiamo cosa avverrebbe dopo un’ipotetica vittoria del centro destra in assetto “battipugnista” verso Bruxelles. Il nostro Presidente del Consiglio, assieme al Ministro delle Finanze, andranno in UE e diranno più o meno questo: “signori i trattati si modificano o l’Italia esce”. Da domani vogliamo una Banca Centrale prestatrice di ultima istanza e la fine delle politiche di austerità, con conseguente attuazione di un piano immediato di spesa pubblica a deficit.
Bruxelles risponderà con un gigantesco “vaffanculo”, scusate il francesismo… Ma certamente non si limiterà alle parole passando all’immediata minaccia di ritorsioni violente in caso di mantenimento di questa posizione. Ma in cosa consisterà esattamente il ricatto? Lo abbiamo già visto con la crisi in Grecia, la situazione d’instabilità porterà ad una fuga di capitali e le banche si troveranno a corto di liquidità. A quel punto il Paese, invece che avere gli aiuti di emergenza da parte di BCE, subirà un taglio dei rifornimenti di moneta alle Banche nazionali con conseguente chiusura di filiali e sportelli automatici. Proprio come appunto accadde in Grecia durante i giorni dei negoziati in cui Tsipras e Varoufakis sembravano volessero spaccare il mondo. Tali minacce non suonano nuove neppure nei confronti dell’Italia, si pensi al tempo dell’avvento del governo Monti o ai giorni in cui il crimine del pareggio in bilancio fu inserito in Costituzione. In entrambi i casi il ricatto degli emissari della BCE fu, o fate quanto chiediamo oppure vi chiudiamo i rubinetti e non ci saranno più i soldi per pagare gli stipendi alla fine del mese, come dichiarato confessoriamente dal Senatore Garavaglia e dal Ministro Orlando.
Contemporaneamente la banca centrale cesserebbe anche l’acquisto dei nostri titoli di Stato, che neppure i mercati comprerebbero, con impennata consequenziale e repentina dei tassi d’interesse ed impossibilità, per uno Stato privo di sovranità monetaria, di finanziare la propria spesa. In questo quadro le opzioni sono due, si alza bandiera bianca o si dimostra a tutto il mondo cosa può fare davvero uno Stato sovrano, ma per farlo devi essere preparato e deciso.
La Grecia si arrese perché in queste condizioni non puoi pagare pensioni e stipendi ai dipendenti pubblici, i privati si trovano con i propri soldi bloccati nelle banche e neppure riesci ad erogare gli stipendi delle forze dell’ordine e dell’esercito. Ergo il Capo di Stato di turno rischia ben più che perdere il posto, rischia una violenta insurrezione popolare dalla quale neppure è certo di uscire vivo. Questo è ciò che fece arrendere Tsipras, se ovviamente escludiamo l’ipotesi che fosse in malafede dall’inizio (ma allora sarebbe stato un attore da oscar).
Ma quindi che tipo di azioni si debbono compiere per uscire dall’euro? È possibile farlo senza un ampio consenso parlamentare e popolare? Risulta possibile farlo senza un piano operativo ed industriale già predisposto nei dettagli? Secondo voi, e rivolgo la domanda anche agli amici leghisti, gli elettori di chi diceva di voler rinegoziare i trattati senza spiegare che cosa andrà fatto in caso di fallimento dei negoziati e cosa accadrà in ogni caso già un secondo dopo averli iniziati, saranno disposti a seguire il governo in qualcosa di assolutamente non convenzionale e che nessuno gli aveva preventivato?
Qui casca l’asino. La posizione “battipugnista” non prepara il popolo all’eccezionale stato di emergenza che l’euroexit provocherà. Stato di emergenza che è certamente indispensabile vivere per mettere finalmente fine alla crisi, ma gli elettori oggi non lo sanno e non sopporteranno mai le conseguenze di una simile azione, perché ad esse non sono minimamente preparati psicologicamente.
Cosa va spiegato quindi al popolo? Altro che parlare alle pance per conquistare voti. Occorre dire già da oggi che l’exit sarà un fatto quasi militare, in cui lo Stato dovrà esercitare il suo assoluto potere d’imperio. La risposta alla chiusura delle banche sarà la loro immediata nazionalizzazione ed occupazione “fisica” di filiali e sportelli, con uso dell’esercito laddove necessario. Si opererà la riapertura forzata dei terminali con immediata riconversione in valuta nazionale di tutto il sistema (che peraltro andrebbe preparata tecnicamente prima, sia per quanto riguarda la moneta cartacea, che per quanto riguarda la moneta telematica). Dieci secondi dopo l’annuncio dell’exit la popolazione dovrà poter disporre pienamente del proprio denaro e lo Stato dovrà avere totale sovranità di spesa. A questo si aggiungerà il blocco di ogni fuga dei capitali ridenominati in valuta nazionale, con pene severissime per chi tentasse comunque di attuarle. Ma non è finita qui, vi è molto di più da fare.
Saranno necessarie immediate nazionalizzazioni su vasta scala delle industrie di interesse strategico, che dovranno poi attuare il preciso piano industriale, inizialmente fortemente autarchico in materia economica, che dovrà essere già predisposto prima dell’exit (la Lega dovrebbe in verità già averlo pronto, visto che ha aspirazioni di governo). Si dovrà sapere cosa produrre da un minuto dopo l’exit e come produrlo avendo a cuore il sostentamento del popolo come condizione prioritaria. Nella difficile fase dell’exit se mancasse denaro o mancassero generi di prima necessità sarebbe rivoluzione immediata, con il rischio di finire in un bagno di sangue. Condizione che un governo responsabile dovrà evitare con un piano predisposto nei minimi dettagli operativi prima dell’exit e spiegato nei dettagli con largo anticipo alla popolazione.
Se non si farà questo nei prossimi mesi, informazione dettagliata della popolazione compresa, e si tentasse comunque di uscire, è facile prevedere una catastrofe. Chi provasse a delocalizzare le proprie industrie nel post exit dovrà essere fermato immediatamente procedendo, se necessario, alla nazionalizzazione della propria attività. Parimenti andranno nazionalizzate le industrie di interesse strategico inopinatamente cedute in questi anni al capitale straniero. Le nazionalizzazioni avverranno nel rispetto del modello Costituzionale, ovvero ex art. 43 Cost., con equo indennizzo dell’espropriato da attuarsi con la nuova moneta nazionale.
I primi passi da fare dunque limiteranno fortemente la proprietà e la libertà economica, tutto questo avverrà per un periodo breve, ma certamente molto duro ed insuperabile senza il necessario consenso popolare, periodo che preluderà però ad una ripresa che sarà simile a quella di un razzo sulla rampa di lancio. Contemporaneamente a queste politiche lo Stato attuerà un massiccio piano di assunzioni nel pubblico, si assumerà fino alla piena occupazione, per poi ridurre naturalmente il personale pubblico alla ripresa del settore privato (conseguenza ovvia delle politiche espansive che incideranno sulla domanda di beni e servizi), che ovviamente sarà costretto a pagare di più dello Stato i dipendenti per acquisirli nelle proprie fila. In questi due/tre mesi di prevedibile assestamento la popolazione, ribadiamolo, dovrà sapere come agiremo, altrimenti sarà impossibile fare quanto necessario.
Dopo pochissimi anni dall’exit l’Italia sarà all’avanguardia in tutto, esattamente come è successo dopo la seconda guerra mondiale. Con la ricerca scientifica ed un piano industriale ormai privo da logiche di profitto raggiungeremo la totale autonomia energetica in piena compatibilità con l’ambiente, garantiremo ovviamente la piena occupazione ed il rispetto dei diritti fondamentali degli individui. Gradualmente si ritornerà ad una libertà di iniziativa economica sempre più accentuata in conformità con l’art. 41 Cost. ed in generale con il modello economico costituzionale.
Saranno però mantenute le condizioni che determineranno l’impossibilità materiale del ricostituirsi di quei poteri economici così eccessivamente grandi da imporre scelte politiche agli Stati, poteri che sono stati la causa unica della situazione di crisi in cui viviamo. Mai più multinazionali, mai più colpi di Stato finanziari, mai più guerre conseguenti alla povertà diffusa. Essere “grandi” oltre certe soglie diverrà giuridicamente impossibile perché lo Stato eserciterà il suo compito di disciplina e controllo del settore economico, mettendo al bando quella concezione liberale di cui già i Costituenti avevano specificato gli enormi pericoli e disfunzioni, considerandola superata completamente già a fine degli anni quaranta del secolo scorso.
Pensate ancora dopo questa, seppur succinta, descrizione su cosa andrà fatto che la fase di transizione dunque sia attuabile da chi diceva di voler rinegoziare i trattati? O dovete ammettere che quanto detto è possibile solo con un popolo che in larghissima maggioranza sa esattamente cosa andrà fatto e come lo faremo? Un popolo che deve sapere che siamo in guerra e che stavolta dobbiamo vincere. L’alternativa è la nostra distruzione, ergo la gente capirà. Ma va adeguatamente informata.
Litigai con Di Maio poco più di un anno fa per fargli capire questi concetti, litigo oggi con la Lega che ne ripercorre lo sciocco percorso. I bravi economisti sono indispensabili per uscire dal pantano, ma prima ancora servono i giuristi e gli statisti!
Questa è la sola via d’uscita. Questo è ciò che la politica finge oggi di non capire, questo è ciò che avevo scritto già quasi due anni fa nell’ultimo capitolo del mio libro. Ora gradirei risposte…
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Avv. Marco Mori – Riscossa Italia, autore de “Il tramonto della democrazia, analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs.
Secondo me sottovalutare l’operato del VECCHIO e del suo indotto è un errore.
Questo si chiama parlar chiaro!
Purtroppo, temo che gli italiani non siano pronti a capire e sposare una simile iniziativa, ahimè.
Ecco il comprensibile (e comunque non giustificabile) dietro front della Lega e del M5S, e l’atteggiamento conservativo delle altre forze politiche.
L’ignoranza del popolo fa il resto
Avv. Mori ci dica chi dobbiamo votare per attuare la sua ricetta !
A marzo Casa Pound, senza dubbio ed a prescindere da ogni irreale paura “nera”. Misureremo la loro coerenza sul mantenimento dell’ottimo programma attuale.
Mi sembra che l’analisi non faccia na grinza. Per me si dovrebbe procedere……ma il problema è che ci sarà consenso del popolo a causa delle false informazioni propinare,dagli altri partiti e dai media
Caro Mori la seguo con interesse per competenza Monetaria ed affinità politica, letto questo articolo capisco che il popolo italiota non è neanche minimamente all’altezza della situazione che lei descrive. Per quanto riguarda gli statisti solo Craxi poteva avere le palle per farlo. Tutto ciò mi addolora, ma allo stato siamo meno di niente.
È proprio così, non può attuarsi alcun cambiamento altrettanto epocale se il popolo non è cosciente di tutte le implicazioni.
Ma senza relazioni estere con nuovi partner (dato che tedeschi francesi e compagnia bella stracceranno i contratti con le industrie italiane ) tipo Russia come faremo? A chi esporteremo con chi stipuletemo nuovi contratti?…Queste nuove relazioni semmai si istaurassero preventivamente verrebbero viste come un atto di guerra nei confronti della NATO….Autarchia è impensabile al mondo d’oggi…
Il mondo è più vasto dell’UE grazie al cielo. E l’autarchia che una volta poteva far temere l’uso della forza per prenderci dal vicino ciò che lui non voleva darci oggi è superabile grazie al balzo tecnologico che c’è stato.
Sono perfettamente d’accordo…queste cose le ho su sempre pensate in proprio, aggiungendo che bisogna contemporaneamente pensare a rendere inoffensive le truppe straniere presenti sul nostro suolo….meno d’accordo sulla lotta al m5s… facciamogli prendere il potere, prima, loro non sono legati ai plutocrati come la lega a berlusconi e questo discoso si può impostare con loro anche una volta che fossero al governo…del resto, altre forze con numeri bastevoli su cui poter operare, incidere, non ve ne sono…
Condivido la costruzione del progetto. L’attuazione sarebbe possibile se la media dei cittadini fosse più matura e acculturata. Inoltre tra i presupposti occorrerebbe avere il controllo dell’esercito e della polizia in un momento in cui nel Paese ci sono milioni di stranieri indesiderati e pericolosi.
Dott.Mori,
lo scenario che lei ha descritto trovo sia reale , pero’ non e’quello che e’ successo in inghilterra .Dipende dal fatto che in quel paese non avessero ancora adottato l’euro?
Esattamente, loro avevano mantenuto questa fondamentale leva di sovranità e non erano ricattabili.
Ha colpito nel pieno. Perfetto però bisogna esserecerti di poter controllare l’Esercito e la Polizia. Le persone che dovessero fare tutto ciò debbono essere controllate no a deriva di estrema sinistra. Ci vuole ordine ecco perchè ci vuole l’Esercito e la Polizia dalla parte del Popolo che intende fare questa Rivoluzione per acquisire finalmente la libertà.
Da Italiano….Non Ammetto Il Voltafaccia Mentre Si Era In Corsa Per Costruire La Vera EUROPA ECONOMICA….Sostituendola Con L’Accozzaglia DI EUROPA FINANZIARIA… Pretesa E Gestita Dai ROTHSCHILD… Attraverso L’Associazione Del BILDERBERGH….Quindi Noi ITALIANI Da Troppi Anni Stiamo Pagando L’Invasione Organizzata Dagli ITALIANI A DANNO DI ALTRI ITALIANI…Utilizzando Un Servente Dal Nome GARIBALDI…Riducendoci….Che Ancora Oggi Siamo Soggiocati Da Questa Finanza Internazionale Malata E Radente Il Crimine
Caro Avv. Marco Mori,
le vorrei porre una domanda, eccola arriva!!
Domanda:
che ne pensa di gente come il Prof. Bagnai che da lungo tempo ripete il mantra che l’euro prima o poi fallirà per forza di cose?
A me personalmente non mi ha mai convinto questa sua posizione semplicemente perchè così come sono stati diabolici a introdurlo, potranno essere altrettanto diabolici a farlo continuare per lunghissimo tempo, visto e considerato che le elites finora ci hanno guadagnato e ci guadagneranno almeno tanto quanto mantenendo lo status quo!!
Cordiali saluti.
Fabrice
PS abbiamo in comune una cosa: lei è stato bannato dal Prof. Bagnai su Twitter, io sono stato bannato dal Prof. Bagnai sul suo Blog!!
Non ho mai seguito Bagnai e non lo trovo interessante, né tecnicamente, né politicamente.
“Uscita dall’euro: come attuarla e come costruire il consenso necessario per portarla a termine.”, Marco Mori
Come attuarla, l’ha appena spiegato e mi sembra, se non ricordo male, che l’avesse spiegato anche in passato, bene, bravissimo!!
Come costruire il consenso necessario per portarla a termine non mi sembra che l’abbia spiegato, in primis perchè allo stato attuale manca del tutto una forza politica che lo faccia, in secondo luogo occorrerebbe anche delineare un paragone efficace in un’ottica di breve e medio termine fra:
“Worst Scenario” Italexit
vs
“Worst Scenario” permanenza Italia nell’ero.
Sinceri complimenti per il suo ottimo lavoro e cordiali saluti.
Fabrice
Solo con la doppia moneta sarà possibile uscire dall’€.£:1000:2 = .€ per tornare alle lire si dovrebbe fare all’inverso cioè moltiplicare. Ciò che ha prodotto l’€ su un milione di lire è stato 500 di €, quindi rimoltiplicando per due avremo 1000 che verranno divise in 500 in € che ci da la BCE e le altre 500 le stampiamo noi con la moneta nazionale. In questo modo torneremo al potere di acquisto prima della moneta unica. Gli € verranno usati per ciò che riguarda tutto quanto comporta il mercato in €, le banche non verranno danneggiate, la moneta nazionale da usarsi solo per lo sviluppo economico interno al Paese, Maggiore potere d’acquisto significa incentivare la spesa e quindi il contante torna a girare, a sua volta la produzione torna a crescere e i posti di lavoro aumenteranno. i lavoratori avranno lo stipendio in moneta nazionale direttamente dallo Stato fino a quando non girerà moneta nazionale sufficiente per gli imprenditori. Abbiamo detto più potere di acquisto più soldi che girano, quindi si ricostruirà il tessuto produttivo distrutto dalla globalizzazione, di conseguenza questa andrà scemando, riprendendoci i marchi ns. in mano alle multinazionali. questo in via di massima dovrebbe accadere con la doppia moneta fino a non aver più bisogno dell’€ e finalmente ne usciremo senza farci del male. Ipotesi di ragionamento. Adesso tocca lei correggere e sterzare il più possibile per riportare sulla strada giusta. ovvero la convenienza della doppia moneta.
VORREI PORTARE D’ESEMPIO LA BULGARIA, DOVE IO RISIEDO, HANNO MANTENUTO LA LORO MONETA, RISPETTANO ALCUNE REGOLE DELLA CEE, MA HANNO UN GRANDE SVILUPPO ECONOMICO,IN PIU’ HANNO REGOLE FERREE SULL’IMMIGRAZIONE, SI VEDONO POCHE PERSONE DI COLORE, HANNO INTEGRATO IL POPOLO NOMADE DEGLI ZINGARI, DANDO LORO UN LAVORO, PULIZIA DEI PARCHI E DELLE STRADE AL 50 % DEGLI STIPENDI NORMALI, MA IN PIU’ HANNO DATO LORO LA SANITA’ GRATIS, COSI ABITANO NELLE CASE,( VIETATI GLI ACCAMPAMENTI ), DEVONO MANDARE I LORO FIGLI A SCUOLA E ,NATURALMENTE, NON CI SONO FURTI PIU’ COME UNA VOLTA. LA CITTA DI SOFIA STA DIVENTANDO SEMPRE PIU’ BELLA, I PREZZI VENGONO CALMIERATI E TUTTI ,ORA, POSSONO VIVERE UNA CVITA DIGNITOSA . DIFFICILE PER L’ITALIA COPIARE CERTE SITUAZIONI, VERO ?
L’Italia è politicamente troppo divisa, i colori di partito sono esageratamente ingombranti. Solo un’unico consenso popolare riunito sotto il tricolore può demolire i progetti nefasti dell’UE e sappiamo per certo di come quest’ultima abbia profondo terrore di un popolo libero.
Caro dottor Mori la seguo da parecchio e trovo ogni suo intervento moltoreale e veritiero delle realta che stiamo vivendo …ma sa cosa mi colpisce il menefreghismo generale la gente parla strilla si strappa i capelli ma alla fine non vuole combattere forse bisognerebbe spiegare loro come stanno le cose in realta ebbene tutto il mondo al momendo escludendo la russia traggono enormi vantaggi economici da tutte queste deportazioni xrche tali sono anche se vengono chiamati con altri nomi forse sarebbe il caso di dire loro che alcuni delle famiglie + ricche delluniverso con a capo il potentissimo george Soros stanno investendo nel futuro del pianeta anno cioe capito che svuotando Lafrica dei suoi abitandi e guarda caso e il continente + ricco del pianeta alla fine lo compreranno Si a capito bene lo compreranno a prezzo di saldo edificheranno alcune citta a loro uso e piacimento e dopo qualche tempo faranno una mega campagnax gli ex abitanti di quelle zone che nel frattempo si saranno scoglionati di vagare x leuropa che non li vuole non li accetta e non li accetterà mài e li convinceranno a tornare nella LRO terra che in effetti non e + di essi e liconvinceranno offrendo un lavoro una casa e benevolenza quello che non troveranno mai in europa quello che ometteranno di dire sara il fatto che li faranno lavorare x non so poniamo caso x 100-120 dollari al mese e sfrutteranno a loro piacimento il sttosuolo del loro continente a costo irrisorio e tutto legale agli occhi del mondo ….certo x fare cio e portare acompimento ci vogliono investimenti e loro soldi ce nanno che non sanno che farsene quasi tutte le nazionieuropee compresa lamerica e sotto il loro dominio si sono comperati dal presidente allo stalliere percui lei che e persona di legge e gode della mia personale stima capisce bene che la nostra battaglia insieme a chi vuole lei lega nord rinnovata e chiunque altri sara immane certo se ci mettiamo a combattere con le unghie e con i denti forse qualcosina potremmo fare ma i caimani sono in agguato….sinceramente un suo ammiratore….ovviamente cio che affermo non e una mia supposizione ma anche se non potrò mai esibirli ho le prove di quando da me affermato
hanno spostato silenziosamente in 5 anni la gestione di cassa depositi e prestiti a Berna, presso poste svizzere… e nessuno se ne é accorto… ora servono altri 5 anni per ricostituire un fondo nazionale semplicemente riportando questi 9 mila miliardi in Italia… basta una semplice delibera collettiva che annulli i valori esportati e li sostituisca con quelli nuovi generali in pratica dobbiamo stampare il nuovo credito taliano disconoscendo pubblicamente e internazionalmente il vecchio debito svizzero europeo: peggio di un missile coreano! Possiamo farlo quando vogliamo!